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El esloveno de Italia, el guaraní de Paraguay

Barcelona, 25 de diciembre de 2005

 

Mba'éichapa.

Hoy, textos en italiano sobre la minoría de lengua eslovena (de origen territorial, no inmigrantes) en Italia (80 - 120 mil individuos).

(Nota. Si no tienen "miedo" ni prejuicios lingüísticos y son "imaginativos" respecto la ortografía, serán capaces de entender entre el 40 y el 80 por cien de cualquier lengua románica).

La noticia explica que finalmente la minoría de lengua eslovena en Italia tendrá sus cédulas de identidad con las “letras” propias del esloveno y que no están en el alfabeto italiano... http://www.omniglot.com/writing/slovene.htm (alfabeto esloveno; una c, una s, una z son las letras extrañas al italiano).

Causa estupor (y vergüenza e indignación ajena) ver cómo un estado como Italia es capaz de adaptarse a las necesidades de entre el 0,1 y el 0,5 por ciento de sus ciudadanos; y Paraguái, su administración y sus empresas privadas, no han sido capaces en 13 años de generar teclados y programas de informática y ofimática para el guaraní, con un mercado potencial de 6 – 10 (tal vez 12) millones de usuarios. ¡Vergüenza e indignación ajena! Si esto no se ha hecho, es porque desde las instancias oficiales no se ha creído que el guaraní es importante. ¡El mismo Estado Paraguayo, sus gobernantes, no ha creído que una de sus dos lenguas oficiales es importante! Sin comentarios.

La noticia explica además que se está trabajando para expedir las cédulas de identidad en la región de Friul - Venecia - Julia en: italiano, friulano y esloveno.

Italia se divide en regiones (20), y éstas en provincias, y éstas a su vez en municipios (“comunas”). La región de Friul - Venecia - Julia, se divide en 4 provincias (Udine, Pordenone, Trieste y Gorizia) y 219 municipios. En 175 municipios hay una presencia significativa de hablantes de friulano (“burlan”, lingua friulana), en 32 municipios hay una presencia significativa de hablantes de esloveno, y en 5 municipios hay una presencia significativa de hablantes de alemán.

Habrá documentos en italiano, esloveno y friulano (sólo hablado en Italia, por 500 a 800 mil personas), y no los hay en guaraní. Sobran los comentarios. “A buen entendedor pocas palabras sobran”.

Poañua.

Joan Moles
paraguai-paraguay@telefonica.net


Mapa de las regiones de Italia

http://www.regioni.it

Regiones: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia - Romagna, Friuli - Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino - Alto Adige, Umbria, Valle d'Aosta, Veneto.


Regione Friuli - Venezia Giulia

http://www.globalgeografia.com/italia/scheda_regione.php?ID=6

Superficie: 7.855 Km²
Abitanti: 1.192.000
Densità: 152 ab/Km²
Capoluogo: Trieste (209.600 ab.)
Capoluoghi di provincia: Gorizia 35.800 ab., Pordenone 49.900 ab., Udine 95.900 ab.

Altri comuni: Monfalcone 27.300 ab., Sacile 18.700 ab., Cordenons 17.200 ab., Codroipo 14.600 ab., Porcia 13.900 ab., San Vito al Tagliamento 13.400 ab., Muggia 13.300 ab., Azzano Decimo 13.100 ab., Tavagnacco 12.700 ab., Cervignano del Friuli 12.500 ab., Latisana 12.200 ab., Maniago 11.500 ab., Cividale del Friuli 11.400 ab., Spilimbergo 11.300 ab., Ronchi dei Legionari 11.200 ab., Gemona del Friuli 11.100 ab., Tolmezzo 10.600 ab., Fiume Veneto 10.300 ab.


L'ASSESSORE CERNIC: "PRESTO ANCHE I CERTIFICATI TRILINGUI"

http://www.lenghe.net/read_art.php?art_id=909&lang=it

di Alessio Potocco - 06/12/2005

Bozidar Tabaj (Unione slovena-Slovenska Skupnost) e Natasa Paulin (indipendente), entrambi consiglieri del Comune di Gorizia, sono stati i primi appartenenti alla minoranza slovena residente nella città dell'Isonzo a ricevere la carta d'identità con i segni diacritici tipici delle lingue slave, come c, s, z. Come ha ricordato l'assessore ai Servizi demografici Giuseppe De Martino, dopo più di un anno di lavoro assieme a Insiel, Prefettura e ministero dell'Interno, in queste settimane il comune di Gorizia ha iniziato finalmente a rilasciare le carte d'identità rispettando il diritto di tutti i cittadini di veder scritto il proprio nome e il proprio cognome nella maniera corretta.

Il problema, ha aggiunto De Martino, stava tutto nella mancanza di un software apposito che fosse in grado di utilizzare queste lettere che non si trovano nell'alfabeto della lingua italiana, e che fino ad ora non venivano riconosciute dal sistema centralizzato comunale per l'emissione dei documenti. Gorizia, uno dei sei comuni italiani dove il ministero dell'Interno ha deciso di avviare l'esperimento col software innovativo nel settore anagrafico per i segni diacritici, è diventata così il primo centro nel Friuli-Venezia Giulia dove c, s, z hanno il diritto di apparire sulle carte d'identità. In attesa che altri comuni della nostra regione imbocchino la stessa strada, il prossimo obiettivo del Comune di Gorizia, stando all'assessore ai rapporti con le minoranze Mara Cernic (nella foto), è quello di riuscire quanto prima ad emettere certificati anagrafici e documenti trilingui in italiano, friulano e sloveno.


Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Comunità Linguistiche

http://www.regione.fvg.it/
http://www.regione.fvg.it/comunitalinguistiche/comunitalinguistiche.htm

La Regione Friuli Venezia Giulia è una delle Regioni della Repubblica italiana con più peculiarità specifiche sia per quando riguarda la sua collocazione geografica che, soprattutto, per quanto riguarda le sue popolazioni e la sua storia e la sua cultura.

E’ la Regione nord orientale che confina con la Repubblica d’Austria a nord e con la Repubblica di Slovenia a est, vede la presenza autoctona (insediata dal Medioevo) di popolazioni sia di lingue neo latine, sia slave, sia germaniche ed è l’unica delle Regioni italiane che vanta la presenza di tutte e tre questi ceppi linguistici indoeuropei.

Questa presenza è stata uno dei motivi fondanti della “specialità” della Regione Friuli Venezia Giulia , come viene evidenziato con l’articolo 3 dello Statuto di Autonomia (Legge costituzionale n. 1 del 31 gennaio 1963) quando si sancisce la tutela dei propri cittadini riconoscendo “parità di diritti e di trattamento a tutti i cittadini, qualunque sia il gruppo linguistico al quale appartengono, con la salvaguardia delle rispettive caratteristiche etniche e culturali”. La presenza di cittadini parlanti rispettivamente le lingue friulana, slovena e tedesca, costituisce un patrimonio linguistico, culturale e storico molto rilevante per il Friuli Venezia Giulia e una ricchezza non soltanto in termini di “memoria” ma per le opportunità di “sviluppo” in termini di democrazia e civiltà, e anche socio culturali e socio economiche.

Va considerato che, nel suo insieme, la popolazione di lingua materna o friulana o slovena o tedesca è diffusa su tutto il territorio regionale. Infatti a fronte di 219 Comuni nei quali è suddiviso il territorio regionale, l’area di presenza storica delle comunità linguistiche è indicativamente così suddivisa: in 175 comuni c’è la presenza significativa di cittadini che parlano la lingua friulana, in 32 di parlanti la lingua slovena e in 5 di parlanti la lingua tedesca, con un caso, unico in Italia, quello del Comune di Tarvisio nel quale i cittadini autoctoni parlano, nel loro insieme, quattro lingue diverse: l’italiano, lo sloveno, il tedesco e il friulano.

Se consideriamo la suddivisione amministrativa nelle quattro Province della Regione, la presenza delle comunità linguistiche autoctone è distribuita su tutto il territorio regionale: i cittadini parlanti la lingua friulana sono presenti nelle province di Udine, Pordenone e Gorizia, (per un totale di 175 Comuni sui 213 complessivi delle tre Province), i cittadini parlanti la lingua slovena sono presenti nelle province di Trieste, Gorizia e Udine, lungo tutta la fascia che confina con le rispettive Repubbliche di Slovenia e d’Austria, quelli parlanti la lingua tedesca nella Val Canale, nella fascia di confine con l’Austria, e nelle isole linguistiche della Carnia, sempre nella provincia di Udine.

La presenza di queste popolazioni autoctone nell’attuale Regione Friuli Venezia Giulia è il risultato di insediamenti storici avvenuti nei secoli ed è dovuta non tanto a spostamenti delle popolazioni ma ai numerosi eventi bellici che nei due secoli appena trascorsi hanno insistito sull’attuale territorio regionale portando a continui spostamenti di confini tanto da definire l’attuale confine nord orientale dell’Italia come un “confine mobile”.

Per quanto riguarda le singole comunità linguistiche va evidenziato che la lingua friulana risulta attestata sul territorio dell’attuale Friuli. Il friulano è una lingua di uso, fino ai tempi recenti, prevalentemente orale, ma con una propria autonomia e identità sin dal Medioevo. Appartiene alle lingue neo latine assieme ad altre lingue dell’Europa occidentale quali il catalano, l’occitano e il ladino, in un'area che dalla Catalogna, attraverso l’arco alpino, arriva al Friuli.

La lingua slovena, appartenente al ceppo delle lingue slave, è parlata da popolazioni autoctone oltre che nel territorio della confinante Repubblica di Slovenia (in cui lo sloveno ha carattere di lingua ufficiale), anche nel Land austriaco della Carinzia (con capoluogo Klagenfurt) e nella Contea ungherese di Vas Megye (con capoluogo Szombathely). Nella Regione Friuli Venezia Giulia , come già rilevato, lo sloveno è parlato nella fascia frontaliera che va dal Comune di Muggia al Comune di Tarvisio. La comunità linguistica slovena del Friuli Venezia Giulia , che si identifica in una lingua minoritaria della Repubblica italiana, può fare specifico affidamento per la salvaguardia della propria identità linguistica alla realtà culturale e scientifica della Repubblica di Slovenia.

La lingua tedesca infine, pur essendo autoctona anch’essa dal Medioevo, risulta attualmente limitata nella sua diffusione sul territorio alla sola zona della Val Canale (Comuni di Tarvisio, Malborghetto-Valbruna e Pontebba) dove si parla la lingua tedesca nella variante carinziana, essendo la comunità linguistica carinziana divisa dopo la prima guerra mondiale dal confine tra Italia e Austria, e da due isole linguistiche quali Sauris e Timau, frazione del comune di Paluzza, che parlano una variante tedesca del ‘300, similmente ad altre comunità “cimbriche” e germaniche dell’arco alpino orientale (Val dei Mocheni in Trentino, Altopiano di Asiago nel Veneto).

Con la legge della Repubblica italiana n. 482 del 1999, le tre comunità linguistiche del Friuli Venezia Giulia sono state inserite nelle dodici minoranze linguistiche storiche d’Italia e quindi, in armonia con la “Convenzione quadro per la tutela delle minoranze nazionali” e la “Carta europea delle lingue regionali e minoritarie” adottate dal Consiglio d’Europa, sono esplicitamente tutelate e valorizzate.


Centro Internazionale sul Plurilinguismo

Via Mazzini, 3
I-33100 Udine, Italia.
http://web.uniud.it/cip/e_min_tutelate_scheda.htm
http://web.uniud.it/cip/
pluriling@uniud.it

Slovensko (sloveno) in Italia

Tipologia linguistica: indoeuropeo, gruppo slavo meridionale. Lo sloveno, nella sua varietà letteraria, è lingua ufficiale della Repubblica di Slovenia. Piccole minoranze di lingua slovena vivono in Austria (Carinzia e Stiria) e in Ungheria.

Diffusione in Italia: lo sloveno è parlato nella frangia orientale della regione autonoma Friuli Venezia Giulia, al confine con la Slovenia. Occorre tuttavia tenere distinte, per motivi di ordine linguistico, storico e sociopolitico le comunità di lingua slovena della provincia di Udine da quelle stanziate nelle province di Gorizia e di Trieste. Le prime parlano varietà dialettali arcaiche, rimaste a lungo isolate rispetto alla madrepatria per la lunga appartenenza del loro territorio (la "Slavia Veneta") alla Repubblica di Venezia prima, al Regno Lombardo-Veneto e all'Italia nel 1866 poi; gli Sloveni della zona di Trieste e di Gorizia, passate all'Italia nel 1918 dopo aver fatto parte dei territori direttamente dipendenti dalla corona d'Austria, furono invece costantemente integrati nel contesto culturale e politico sloveno: inoltre, se la presenza di Slavi nelle due città e nei territori circostanti è fatto antico, essa fu costantemente rafforzata da flussi migratori protrattisi fino a tempi recenti. Ciò spiega tra l'altro come gli Sloveni di Trieste e Gorizia parlino la lingua standard o dialetti poco differenziati da essa. Le comunità di lingua slovena in provincia di Udine sono le seguenti: in Val Canale, nel comune di Malborghetto, le frazioni Valbruna, Bagni di Lusnizza, Santa Caterina, Ugovizza; nel comune di Pontebba, la frazione La Glesie San Leopoldo; nel Comune di Tarvisio le frazioni Camporosso, Cave del Predil, Fusine di Valbruna; in val Resia, il comune di Resia, nelle valli del Natisone i comuni di Lusevera, Taipana, Montenars, Tarcento, Nimis, Attimis, Faedis, Torneano, Pulfero, Savogna, Grimacco, Drenchia, S. Pietro al Natisone, San Leonardo, Stregna e Prepotto. In provincia di Gorizia, lo sloveno è parlato a Gorizia, Dolegna del Collio, Doberdò del Lago, Cormons, nelle frazioni di Monfalcone, a Ronchi dei Legionari, Sagrado, San Floriano del Collio, Savogna d'Isonzo. In provincia di Trieste, a Trieste, San Dorligo della Valle, Duino Aurisina, Sgonico, Monrupino, Muggia.

Considerazioni generali: in linea di massima le comunità di lingua slovena sono inserite in contesti di plurilinguismo, in convivenza con gruppi di lingua friulana o di dialetto veneto-giuliano: un caso limite è quello della zona di Tarvisio, ove, nello stesso comune, vi sono frazioni di lingua slovena, friulana e tedesca, le cui parlate vengono praticate, naturalmente, accanto alla lingua italiana. Il frazionamento dialettale della minoranza in Italia, come anche la diversa appartenenza amministrativa, rendono problematica l'adozione dello standard letterario sloveno come lingua-tetto per l'insieme delle comunità: mentre infatti gli Slavi di Trieste e di Gorizia si riconoscono pienamente nella lingua e nelle tradizioni culturali della vicina Repubblica di Slovenia - alle quali hanno dato anzi un contributo storicamente significativo -, i gruppi della provincia di Udine tendono in genere a porre l'accento sulla differenza dei loro dialetti dallo standard sloveno, per sottolineare la loro peculiarità storica e culturale.

Consistenza numerica: non si hanno dati ufficiali sulla consistenza della minoranza slovena in Italia: la stessa condizione di mistilinguismo che caratterizza le zone ove è diffuso l'elemento slavo, e anche i recenti flussi migratori provenienti dalla ex Iugoslavia rendono problematica, in assenza di un censimento linguistico, una quantificazione della popolazione di lingua slovena. Essa è tuttavia calcolabile con buona approssimazione tra un minimo di 80 e un massimo di 120.000 persone.

Status: in base alle normative di legge, lo sloveno è riconosciuto come lingua minoritaria dallo Stato Italiano. Nelle province di Trieste e di Gorizia la tutela della minoranza è legata ai trattati internazionali (ultimo quello di Osimo, ratificato nel 1977) che hanno regolato i rapporti tra l'Italia e la Iugoslavia prima, e la Slovenia poi, in materia di minoranze etnico-linguistiche. Nessuna forma di tutela , salvo quelle previste dalle leggi regionali, si riferisce invece alle comunità slovene della provincia di Udine, rimaste estranee alle vicende dell'immediato dopoguerra e alle questioni inerenti la sovranità di Trieste. Questa discriminazione trova un parallelo nella situazione dei gruppi Ladini delle province di Trento e Belluno, che non sono ammessi a fruire dei benefici previsti dagli accordi internazionali per le comunità ladine dell'Alto Adige. Uno specifico progetto di legge relativo all'intera minoranza di lingua slovena è di imminente approvazione presso il Senato.

Utilizzo pubblico: per le province di Trieste e Gorizia vigono in teoria condizioni di bilinguismo totale, analogamente a quanto previsto per il tedesco in Alto Adige e per il francese in Valle d'Aosta; nella pratica, la tutela della minoranza è legata soprattutto all'aspetto educativo e al settore dell'istruzione. Per le comunità slovene della provincia di Udine, fino ad oggi, non erano previste forme particolari di tutela o promozione della specificità linguistica.

Educazione: al fine di garantire l'uso dello sloveno sono state istituite nel 1961 scuole statali con lingua di insegnamento slovena nelle province di Trieste e di Gorizia, e un rappresentante del personale insegnante sloveno ha un seggio riservato nel Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione. Per quanto riguarda le comunità slovene della provincia di Udine, l'uso didattico della lingua è affidato all'azione di associazioni culturali e gruppi di richiedenti, che possono comunque contare sul supporto didattico e organizzativo delle strutture organizzative della minoranza con sede a Gorizia e Trieste.

Media: le comunità di lingua slovena dispongono, soprattutto nelle zone di Trieste e di Gorizia, di una capillare organizzazione culturale, organizzata per circoli ricreativi e associazioni di vario genere, inquadrate principalmente nell'Unione Culturale Economica Slovena e nel Consiglio delle Organizzazioni Slovene. Anche attraverso queste istituzioni, la stampa in lingua slovena è particolarmente fiorente, e vanta tra l'altro un quotidiano ("Primorski Dnevnik"; stampato a Trieste), alcuni settimanali e diversi mensili; esistono inoltre trasmissioni radiofoniche in lingua slovena, anche prodotte dalla sede regionale RAI. Le comunità slovene possono inoltre fruire del contatto diretto con gli organi di stampa e i canali radiofonici e televisivi della vicina Slovenia, con la quale, soprattutto dopo la proclamazione dell'indipendenza, vigono intense e strettissime relazioni culturali.

www.guaranirenda.com - 2006

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