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Mba'éichapa.
Hoy, textos en italiano sobre la minoría de lengua eslovena (de origen
territorial, no inmigrantes) en Italia (80 - 120 mil individuos).
(Nota. Si no tienen "miedo" ni prejuicios lingüísticos y son
"imaginativos" respecto la ortografía, serán capaces de entender
entre el 40 y el 80 por cien de cualquier lengua románica).
La noticia explica que finalmente la minoría de lengua eslovena en Italia
tendrá sus cédulas de identidad con las “letras” propias del esloveno y
que no están en el alfabeto italiano... http://www.omniglot.com/writing/slovene.htm
(alfabeto esloveno; una c, una s, una z son las letras extrañas al italiano).
Causa estupor (y vergüenza e indignación ajena) ver cómo un estado como
Italia es capaz de adaptarse a las necesidades de entre el 0,1 y el 0,5 por
ciento de sus ciudadanos; y Paraguái, su administración y sus
empresas privadas, no han sido capaces en 13 años de generar teclados y
programas de informática y ofimática para el guaraní, con un mercado
potencial de 6 – 10 (tal vez 12) millones de usuarios. ¡Vergüenza e
indignación ajena! Si esto no se ha hecho, es porque desde las instancias
oficiales no se ha creído que el guaraní es importante. ¡El mismo Estado
Paraguayo, sus gobernantes, no ha creído que una de sus dos lenguas
oficiales es importante! Sin comentarios.
La noticia explica además que se está trabajando para expedir las
cédulas de identidad en la región de Friul - Venecia - Julia en: italiano,
friulano y esloveno.
Italia se divide en regiones (20), y éstas en provincias, y éstas a su
vez en municipios (“comunas”). La región de Friul - Venecia - Julia, se
divide en 4 provincias (Udine, Pordenone, Trieste y Gorizia) y 219 municipios.
En 175 municipios hay una presencia significativa de hablantes de friulano (“burlan”,
lingua friulana), en 32 municipios hay una presencia significativa de
hablantes de esloveno, y en 5 municipios hay una presencia significativa de
hablantes de alemán.
Habrá documentos en italiano, esloveno y friulano (sólo hablado en
Italia, por 500 a 800 mil personas), y no los hay en guaraní. Sobran los
comentarios. “A buen entendedor pocas palabras sobran”.
Poañua.
Joan Moles
paraguai-paraguay@telefonica.net
Mapa de las regiones de Italia
http://www.regioni.it
Regiones: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia - Romagna,
Friuli - Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte,
Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino - Alto Adige, Umbria, Valle
d'Aosta, Veneto.

Regione Friuli - Venezia Giulia
http://www.globalgeografia.com/italia/scheda_regione.php?ID=6
Superficie: 7.855 Km²
Abitanti: 1.192.000
Densità: 152 ab/Km²
Capoluogo: Trieste (209.600 ab.)
Capoluoghi di provincia: Gorizia 35.800 ab., Pordenone 49.900 ab., Udine
95.900 ab.
Altri comuni: Monfalcone 27.300 ab., Sacile 18.700 ab., Cordenons 17.200
ab., Codroipo 14.600 ab., Porcia 13.900 ab., San Vito al Tagliamento 13.400
ab., Muggia 13.300 ab., Azzano Decimo 13.100 ab., Tavagnacco 12.700 ab.,
Cervignano del Friuli 12.500 ab., Latisana 12.200 ab., Maniago 11.500 ab.,
Cividale del Friuli 11.400 ab., Spilimbergo 11.300 ab., Ronchi dei Legionari
11.200 ab., Gemona del Friuli 11.100 ab., Tolmezzo 10.600 ab., Fiume Veneto
10.300 ab.
L'ASSESSORE CERNIC: "PRESTO ANCHE I CERTIFICATI TRILINGUI"
http://www.lenghe.net/read_art.php?art_id=909&lang=it
di Alessio Potocco - 06/12/2005
Bozidar Tabaj (Unione slovena-Slovenska Skupnost) e Natasa Paulin
(indipendente), entrambi consiglieri del Comune di Gorizia, sono stati i primi
appartenenti alla minoranza slovena residente nella città dell'Isonzo a
ricevere la carta d'identità con i segni diacritici tipici delle lingue
slave, come c, s, z. Come ha ricordato l'assessore ai Servizi demografici
Giuseppe De Martino, dopo più di un anno di lavoro assieme a Insiel,
Prefettura e ministero dell'Interno, in queste settimane il comune di Gorizia
ha iniziato finalmente a rilasciare le carte d'identità rispettando il
diritto di tutti i cittadini di veder scritto il proprio nome e il proprio
cognome nella maniera corretta.
Il problema, ha aggiunto De Martino, stava tutto nella mancanza di un
software apposito che fosse in grado di utilizzare queste lettere che non si
trovano nell'alfabeto della lingua italiana, e che fino ad ora non venivano
riconosciute dal sistema centralizzato comunale per l'emissione dei documenti.
Gorizia, uno dei sei comuni italiani dove il ministero dell'Interno ha deciso
di avviare l'esperimento col software innovativo nel settore anagrafico per i
segni diacritici, è diventata così il primo centro nel Friuli-Venezia Giulia
dove c, s, z hanno il diritto di apparire sulle carte d'identità. In attesa
che altri comuni della nostra regione imbocchino la stessa strada, il prossimo
obiettivo del Comune di Gorizia, stando all'assessore ai rapporti con le
minoranze Mara Cernic (nella foto), è quello di riuscire quanto prima ad
emettere certificati anagrafici e documenti trilingui in italiano, friulano e
sloveno.
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Comunità Linguistiche
http://www.regione.fvg.it/
http://www.regione.fvg.it/comunitalinguistiche/comunitalinguistiche.htm
La Regione Friuli Venezia Giulia è una delle Regioni della Repubblica
italiana con più peculiarità specifiche sia per quando riguarda la sua
collocazione geografica che, soprattutto, per quanto riguarda le sue
popolazioni e la sua storia e la sua cultura.
E’ la Regione nord orientale che confina con la Repubblica d’Austria a
nord e con la Repubblica di Slovenia a est, vede la presenza autoctona
(insediata dal Medioevo) di popolazioni sia di lingue neo latine, sia slave,
sia germaniche ed è l’unica delle Regioni italiane che vanta la presenza di
tutte e tre questi ceppi linguistici indoeuropei.
Questa presenza è stata uno dei motivi fondanti della “specialità”
della Regione Friuli Venezia Giulia , come viene evidenziato con l’articolo
3 dello Statuto di Autonomia (Legge costituzionale n. 1 del 31 gennaio 1963)
quando si sancisce la tutela dei propri cittadini riconoscendo “parità di
diritti e di trattamento a tutti i cittadini, qualunque sia il gruppo
linguistico al quale appartengono, con la salvaguardia delle rispettive
caratteristiche etniche e culturali”. La presenza di cittadini parlanti
rispettivamente le lingue friulana, slovena e tedesca, costituisce un
patrimonio linguistico, culturale e storico molto rilevante per il Friuli
Venezia Giulia e una ricchezza non soltanto in termini di “memoria” ma per
le opportunità di “sviluppo” in termini di democrazia e civiltà, e anche
socio culturali e socio economiche.
Va considerato che, nel suo insieme, la popolazione di lingua materna o
friulana o slovena o tedesca è diffusa su tutto il territorio regionale.
Infatti a fronte di 219 Comuni nei quali è suddiviso il territorio regionale,
l’area di presenza storica delle comunità linguistiche è indicativamente
così suddivisa: in 175 comuni c’è la presenza significativa di cittadini
che parlano la lingua friulana, in 32 di parlanti la lingua slovena e in 5 di
parlanti la lingua tedesca, con un caso, unico in Italia, quello del Comune di
Tarvisio nel quale i cittadini autoctoni parlano, nel loro insieme, quattro
lingue diverse: l’italiano, lo sloveno, il tedesco e il friulano.
Se consideriamo la suddivisione amministrativa nelle quattro Province della
Regione, la presenza delle comunità linguistiche autoctone è distribuita su
tutto il territorio regionale: i cittadini parlanti la lingua friulana sono
presenti nelle province di Udine, Pordenone e Gorizia, (per un totale di 175
Comuni sui 213 complessivi delle tre Province), i cittadini parlanti la lingua
slovena sono presenti nelle province di Trieste, Gorizia e Udine, lungo tutta
la fascia che confina con le rispettive Repubbliche di Slovenia e d’Austria,
quelli parlanti la lingua tedesca nella Val Canale, nella fascia di confine
con l’Austria, e nelle isole linguistiche della Carnia, sempre nella
provincia di Udine.
La presenza di queste popolazioni autoctone nell’attuale Regione Friuli
Venezia Giulia è il risultato di insediamenti storici avvenuti nei secoli ed
è dovuta non tanto a spostamenti delle popolazioni ma ai numerosi eventi
bellici che nei due secoli appena trascorsi hanno insistito sull’attuale
territorio regionale portando a continui spostamenti di confini tanto da
definire l’attuale confine nord orientale dell’Italia come un “confine
mobile”.
Per quanto riguarda le singole comunità linguistiche va evidenziato che la
lingua friulana risulta attestata sul territorio dell’attuale Friuli. Il
friulano è una lingua di uso, fino ai tempi recenti, prevalentemente orale,
ma con una propria autonomia e identità sin dal Medioevo. Appartiene alle
lingue neo latine assieme ad altre lingue dell’Europa occidentale quali il
catalano, l’occitano e il ladino, in un'area che dalla Catalogna, attraverso
l’arco alpino, arriva al Friuli.
La lingua slovena, appartenente al ceppo delle lingue slave, è parlata da
popolazioni autoctone oltre che nel territorio della confinante Repubblica di
Slovenia (in cui lo sloveno ha carattere di lingua ufficiale), anche nel Land
austriaco della Carinzia (con capoluogo Klagenfurt) e nella Contea ungherese
di Vas Megye (con capoluogo Szombathely). Nella Regione Friuli Venezia Giulia
, come già rilevato, lo sloveno è parlato nella fascia frontaliera che va
dal Comune di Muggia al Comune di Tarvisio. La comunità linguistica slovena
del Friuli Venezia Giulia , che si identifica in una lingua minoritaria della
Repubblica italiana, può fare specifico affidamento per la salvaguardia della
propria identità linguistica alla realtà culturale e scientifica della
Repubblica di Slovenia.
La lingua tedesca infine, pur essendo autoctona anch’essa dal Medioevo,
risulta attualmente limitata nella sua diffusione sul territorio alla sola
zona della Val Canale (Comuni di Tarvisio, Malborghetto-Valbruna e Pontebba)
dove si parla la lingua tedesca nella variante carinziana, essendo la
comunità linguistica carinziana divisa dopo la prima guerra mondiale dal
confine tra Italia e Austria, e da due isole linguistiche quali Sauris e
Timau, frazione del comune di Paluzza, che parlano una variante tedesca del
‘300, similmente ad altre comunità “cimbriche” e germaniche dell’arco
alpino orientale (Val dei Mocheni in Trentino, Altopiano di Asiago nel
Veneto).
Con la legge della Repubblica italiana n. 482 del 1999, le tre comunità
linguistiche del Friuli Venezia Giulia sono state inserite nelle dodici
minoranze linguistiche storiche d’Italia e quindi, in armonia con la “Convenzione
quadro per la tutela delle minoranze nazionali” e la “Carta europea delle
lingue regionali e minoritarie” adottate dal Consiglio d’Europa, sono
esplicitamente tutelate e valorizzate.
Centro Internazionale sul Plurilinguismo
Via Mazzini, 3
I-33100 Udine, Italia.
http://web.uniud.it/cip/e_min_tutelate_scheda.htm
http://web.uniud.it/cip/
pluriling@uniud.it
Slovensko (sloveno) in Italia
Tipologia linguistica: indoeuropeo, gruppo slavo meridionale. Lo sloveno,
nella sua varietà letteraria, è lingua ufficiale della Repubblica di
Slovenia. Piccole minoranze di lingua slovena vivono in Austria (Carinzia e
Stiria) e in Ungheria.
Diffusione in Italia: lo sloveno è parlato nella frangia orientale della
regione autonoma Friuli Venezia Giulia, al confine con la Slovenia. Occorre
tuttavia tenere distinte, per motivi di ordine linguistico, storico e
sociopolitico le comunità di lingua slovena della provincia di Udine da
quelle stanziate nelle province di Gorizia e di Trieste. Le prime parlano
varietà dialettali arcaiche, rimaste a lungo isolate rispetto alla
madrepatria per la lunga appartenenza del loro territorio (la "Slavia
Veneta") alla Repubblica di Venezia prima, al Regno Lombardo-Veneto e
all'Italia nel 1866 poi; gli Sloveni della zona di Trieste e di Gorizia,
passate all'Italia nel 1918 dopo aver fatto parte dei territori direttamente
dipendenti dalla corona d'Austria, furono invece costantemente integrati nel
contesto culturale e politico sloveno: inoltre, se la presenza di Slavi nelle
due città e nei territori circostanti è fatto antico, essa fu costantemente
rafforzata da flussi migratori protrattisi fino a tempi recenti. Ciò spiega
tra l'altro come gli Sloveni di Trieste e Gorizia parlino la lingua standard o
dialetti poco differenziati da essa. Le comunità di lingua slovena in
provincia di Udine sono le seguenti: in Val Canale, nel comune di
Malborghetto, le frazioni Valbruna, Bagni di Lusnizza, Santa Caterina,
Ugovizza; nel comune di Pontebba, la frazione La Glesie San Leopoldo; nel
Comune di Tarvisio le frazioni Camporosso, Cave del Predil, Fusine di
Valbruna; in val Resia, il comune di Resia, nelle valli del Natisone i comuni
di Lusevera, Taipana, Montenars, Tarcento, Nimis, Attimis, Faedis, Torneano,
Pulfero, Savogna, Grimacco, Drenchia, S. Pietro al Natisone, San Leonardo,
Stregna e Prepotto. In provincia di Gorizia, lo sloveno è parlato a Gorizia,
Dolegna del Collio, Doberdò del Lago, Cormons, nelle frazioni di Monfalcone,
a Ronchi dei Legionari, Sagrado, San Floriano del Collio, Savogna d'Isonzo. In
provincia di Trieste, a Trieste, San Dorligo della Valle, Duino Aurisina,
Sgonico, Monrupino, Muggia.
Considerazioni generali: in linea di massima le comunità di lingua slovena
sono inserite in contesti di plurilinguismo, in convivenza con gruppi di
lingua friulana o di dialetto veneto-giuliano: un caso limite è quello della
zona di Tarvisio, ove, nello stesso comune, vi sono frazioni di lingua
slovena, friulana e tedesca, le cui parlate vengono praticate, naturalmente,
accanto alla lingua italiana. Il frazionamento dialettale della minoranza in
Italia, come anche la diversa appartenenza amministrativa, rendono
problematica l'adozione dello standard letterario sloveno come lingua-tetto
per l'insieme delle comunità: mentre infatti gli Slavi di Trieste e di
Gorizia si riconoscono pienamente nella lingua e nelle tradizioni culturali
della vicina Repubblica di Slovenia - alle quali hanno dato anzi un contributo
storicamente significativo -, i gruppi della provincia di Udine tendono in
genere a porre l'accento sulla differenza dei loro dialetti dallo standard
sloveno, per sottolineare la loro peculiarità storica e culturale.
Consistenza numerica: non si hanno dati ufficiali sulla consistenza della
minoranza slovena in Italia: la stessa condizione di mistilinguismo che
caratterizza le zone ove è diffuso l'elemento slavo, e anche i recenti flussi
migratori provenienti dalla ex Iugoslavia rendono problematica, in assenza di
un censimento linguistico, una quantificazione della popolazione di lingua
slovena. Essa è tuttavia calcolabile con buona approssimazione tra un minimo
di 80 e un massimo di 120.000 persone.
Status: in base alle normative di legge, lo sloveno è riconosciuto come
lingua minoritaria dallo Stato Italiano. Nelle province di Trieste e di
Gorizia la tutela della minoranza è legata ai trattati internazionali (ultimo
quello di Osimo, ratificato nel 1977) che hanno regolato i rapporti tra
l'Italia e la Iugoslavia prima, e la Slovenia poi, in materia di minoranze
etnico-linguistiche. Nessuna forma di tutela , salvo quelle previste dalle
leggi regionali, si riferisce invece alle comunità slovene della provincia di
Udine, rimaste estranee alle vicende dell'immediato dopoguerra e alle
questioni inerenti la sovranità di Trieste. Questa discriminazione trova un
parallelo nella situazione dei gruppi Ladini delle province di Trento e
Belluno, che non sono ammessi a fruire dei benefici previsti dagli accordi
internazionali per le comunità ladine dell'Alto Adige. Uno specifico progetto
di legge relativo all'intera minoranza di lingua slovena è di imminente
approvazione presso il Senato.
Utilizzo pubblico: per le province di Trieste e Gorizia vigono in teoria
condizioni di bilinguismo totale, analogamente a quanto previsto per il
tedesco in Alto Adige e per il francese in Valle d'Aosta; nella pratica, la
tutela della minoranza è legata soprattutto all'aspetto educativo e al
settore dell'istruzione. Per le comunità slovene della provincia di Udine,
fino ad oggi, non erano previste forme particolari di tutela o promozione
della specificità linguistica.
Educazione: al fine di garantire l'uso dello sloveno sono state istituite
nel 1961 scuole statali con lingua di insegnamento slovena nelle province di
Trieste e di Gorizia, e un rappresentante del personale insegnante sloveno ha
un seggio riservato nel Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione. Per
quanto riguarda le comunità slovene della provincia di Udine, l'uso didattico
della lingua è affidato all'azione di associazioni culturali e gruppi di
richiedenti, che possono comunque contare sul supporto didattico e
organizzativo delle strutture organizzative della minoranza con sede a Gorizia
e Trieste.
Media: le comunità di lingua slovena dispongono, soprattutto nelle zone di
Trieste e di Gorizia, di una capillare organizzazione culturale, organizzata
per circoli ricreativi e associazioni di vario genere, inquadrate
principalmente nell'Unione Culturale Economica Slovena e nel Consiglio delle
Organizzazioni Slovene. Anche attraverso queste istituzioni, la stampa in
lingua slovena è particolarmente fiorente, e vanta tra l'altro un quotidiano
("Primorski Dnevnik"; stampato a Trieste), alcuni settimanali e
diversi mensili; esistono inoltre trasmissioni radiofoniche in lingua slovena,
anche prodotte dalla sede regionale RAI. Le comunità slovene possono inoltre
fruire del contatto diretto con gli organi di stampa e i canali radiofonici e
televisivi della vicina Slovenia, con la quale, soprattutto dopo la
proclamazione dell'indipendenza, vigono intense e strettissime relazioni
culturali.
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